Apicoltura Etica

Quando si parla di “etica” nel mondo dell’apicoltura si vuole dibattere sul tema del “giusto o sbagliato” in termini di sfruttamento del lavoro degli animali per la produzione di cera, miele, polline e propoli.
Gli elementi spesso oggetto di discussione sono:

  • il miele come riserva invernale di sostentamento per le api durante l’inverno
  • gli allevamenti (apiari) che gli apicoltori realizzano per ospitare le api
  • i trattamenti chimici (antibiotici, etc) per evitare malattie alle famiglie

Ad esempio nel caso del miele i due estremi, sono rispettivamente:

  • 100% etico: Qualsiasi forma di prelievo del miele alle api è un furto, pertanto il miele non può mai essere considerato un alimento “eticamente accettabile”.
  • 0% etico: Tolgo tutto il miele alle api e tanto durante l’inverno fornisco zucchero artificiale per nutrirle.

Nell’ambito delle modalità di allevamento invece si legge:

  • 100% etico: le api si organizzano in natura, allevarle in scatole è una forma di privazione della natura di animali selvaggi
  • 0% etico: creo dei contenitori per massimizzare la produzione di miele, indipendentemente dalle condizioni di vita delle famiglie e quando si ammalano (o prima) metto in atto delle tecniche di cura

Apicoltura Sostenibile

E’ possibile fare apicoltura in modo da salvaguardare l’ambiente ed i beni (quelli disponibili in natura per tutti) per le generazioni future ? Affinché ciò si realizzi è necessario che la sostenibilità sia per tutti i soggetti coinvolti, api ed umani.

Siamo noi come società la causa della sparizione di intere famiglie di api ? E’ l’apicoltura in forma di allevamento intensivo che sta causando la Colony Collapse Disorder ?

La sostenibilità nel tempo delle nostre attività produttive, apistiche e non solo, sono un tema d’interesse mondiale che dobbiamo affrontare, soprattutto pensando il 50% dei prodotti di cui ci alimentiamo sono prodotti grazie all’impollinazione in cui le api giocano un ruolo importante.

Apicoltura urbana: etica e sostenibile ?

Poiché le risorse di beni liberi per le api (fiori, alberi, piante, etc) sono per definizione limitate in città, la produzione di miele e altri derivati dall’apicoltura ha aprioristicamente dei vincoli che rendono poco praticabile l’apicoltura intensiva in ambito urbano.

In alcune città infatti è stato presto raggiunto un numero di arnie tale da saturare la produzione di miele urbana. Quello che rimane da valutare è se la produzione di miele cittadino ha soddisfatto l’intera popolazione cittadina o se in realtà non si è prodotto abbastanza miele per tutti.

In merito all’eticità è difficile stabilire un parametro valido per tutti: in Italia si usano molto le arnie “razionali” fatte con telaini con celle di dimensioni predeterminate per massimizzare la produzione di miele, ma alcuni apicoltori decidono di non prelevare tutto il miele disponibile dalle loro api.

Certo esistono arnie che assecondano maggiormente le forme con le quali le api si organizzano in natura (ad es. arnia Warrè), che permettono una buona produzione di miele e che garantiscono colonie di api più serene e forti anche da un punto di vista della salute.